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Danno erariale ed il superamento dei limiti sui fondi del salario accessorio secondo la Corte dei Conti

Danno erariale ed il superamento dei limiti del salario accessorio
Danno erariale ed il superamento dei limiti del salario accessorio secondo la Corte dei Conti

Introduzione

Cosa accade se l’Ente supera il limite previsto sui fondi del salario accessorio ?

Cosa prevede la normativa vigente?

Quali sono gli strumenti per l’Ente da attivare in caso di accertata costituzione di Fondi in violazione della normativa sui limiti del salario accessorio ?

Quali sono gli orientamenti della Corte dei Conti in materia ?

In questo approfondimento cercheremo di rispondere a tutte queste domande.

Buona lettura.

Cosa si intende per Fondi del salario accessorio ?

I fondi del salario accessorio rappresentano degli aggregati di spesa previsti dal CCNL Funzioni Locali e/o dalla normativa vigente che finanziano specifiche voci del salario accessorio del personale dell’Ente:

  • Personale Dipendente
  • Personale Dirigente
  • titolari di incarichi di elevata qualificazione
  • Segretario Generale

Ne sono un esempio i seguenti Fondi:

  • Fondo delle risorse decentrate del personale dipendente
  • Fondo per il finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato degli incaricati di Elevata qualificazione
  • Fondo per il finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato del personale Dirigente
  • Fondo per il lavoro straordinario

Quale normativa bisogna rispettare in materia di limiti del salario accessorio ?

La previsione normativa dei limiti del salario accessorio è individuata dalle seguenti disposizioni:

Articolo 23, comma 2, del Decreto Legislativo n. 75/2017

…omissis…a decorrere dal 1° gennaio 2017, l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, di ciascuna delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non puo’ superare il corrispondente importo determinato per l’anno 2016…omissis…

Successivamente è intervenuto l‘articolo 33, comma 2, del Decreto Legge n.34/2019 che ha previsto che:

…omissis…Il limite al trattamento accessorio del personale di cui all’articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n.75, e’ adeguato, in aumento o in diminuzione, per garantire l’invarianza del valore medio pro-capite, riferito all’anno 2018, del fondo per la contrattazione integrativa nonche’ delle risorse per remunerare gli incarichi di posizione organizzativa, prendendo a riferimento come base di calcolo il personale in servizio al 31 dicembre 2018. …omissis…

ed infine, il DPCM del 17.3.2020 ha stabilito che:

…omissis…Rilevato che il limite al trattamento economico accessorio di cui all’art. 23, comma 2, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75 e’ adeguato, in aumento e in diminuzione ai sensi dell’art. 33, comma 2, del decreto-legge n. 34 del 2019, per garantire il valore medio pro capite riferito all’anno 2018, ed in particolare e’ fatto salvo il limite iniziale qualora il personale in servizio sia inferiore al numero rilevato al 31 dicembre 2018. …omissis…

Le norme sopra indicate definiscono l’attuale scenario normativo vigente cui gli Enti sono tenuti ad uniformarsi.

Il limite dei fondi del salario accessorio va rispettato per ciascun Fondo oppure nel loro insieme ?

Come si applicano questi limiti ?

Occorre applicarli per ciascun Fondo, oppure basta rispettare il limite unico ?

Lo ha chiarito la Circolare n.16/2020 della Ragioneria Generale dello Stato che ha previsto che:

“a seguito di diverse ma costanti indicazioni di sezioni regionali della Corte dei Conti il limite va rispettato per l’amministrazione nel suo complesso, in luogo che distintamente per le diverse categorie di personale
(es. dirigente e non dirigente) che operano nell’amministrazione.”

Si parla infatti di limite unico.

Anche le tabelle del Conto Annuale e le relative incongruenze sono infatti costruite per mettere in risalto tale controllo del rispetto del limite unico.

Alcune tematiche particolari sui Fondi

Prima di proseguire con la tematica relativa al danno erariale in caso di superamento dei limiti del salario accessorio, ci sono alcune tematiche particolari che abbiamo affrontato in specifici approfondimenti.

Quali sono le conseguenze in caso di mancato impegno delle risorse decentrate ?

Ne abbiamo parlato in questo approfondimento.

Clicca qui

Quali sono le conseguenze della mancata costituzione dei fondi del salario accessorio ?

Ne abbiamo parlato in questo approfondimento.

Clicca qui

Quali sono le conseguenze della mancata certificazione dei fondi da parte del revisore ?

Ne abbiamo parlato in questo approfondimento.

Puoi cliccare sul link che segue:

La Corte dei Conti sulla mancata certificazione del Fondo del salario accessorio da parte dei Revisori

Come va gestito contabilmente il Fondo decentrato ?

Ne abbiamo parlato in questo approfondimento.

Puoi cliccare sul link che segue:

La gestione contabile del Fondo delle risorse decentrate secondo i principi contabili e la Corte dei Conti

Cosa si intende per Danno erariale

Adesso che abbiamo visto in concreto la normativa da rispettare sui limiti del salario accessorio e diverse tematiche particolari sui Fondi, parliamo invece di Danno Erariale.

Il danno erariale è stato definito dalla giurisprudenza contabile, in senso ampio, quale:

“(ingiusta) lesione di un interesse economicamente valutabile di pertinenza dello Stato”

Affinchè si possa concretizzare il danno erariale, tuttavia, è necessario che vengano soddisfatti dei presupposti.

Danno erariale in materia di personale

In materia di spesa del personale sono diversi i casi in cui la giurisprudenza contabile è intervenuta su tale tematica.

Per chi vuole approfondire dei casi pratici, si riportano a seguire i seguenti documenti:

Sentenza n.64/2019 della Corte dei Conti Sicilia – Liquidazione indennità di posizione e risultato senza determinazione e senza contrattazione

Sentenza n.79/2020 della Corte dei Conti Sezione II G. Corte d’appello – Assenza di verifica e certificazione dei livelli di risultati raggiunti per l’erogazione della produttività individuale e collettiva

Superamento dei vincoli del salario accessorio e danno erariale secondo la Corte dei Conti

Vediamo invece il caso principale che desideriamo approfondire, ovvero quello del superamento dei limiti sul salario accessorio e quali sono i relativi effetti sotto il profilo di responsabilità, con specifico riguardo alle ipotesi di danno erariale.

La domanda dalla quale vogliamo partire è molto semplice:

Se un Ente, in una determinata annualità supera i limiti previsti per il salario accessorio liquidando ai relativi dipendenti risorse in eccesso rispetto a quelle normativamente previste, si configura automaticamente un’ipotesi di danno erariale in capo ai soggetti coinvolti ?

Per rispondere a questa domanda ovvero agli intrecci tra il Danno erariale ed il superamento dei limiti del salario accessorio possiamo fare riferimento alla Sentenza della Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Sardegna, n.39/2024.

I giudici contabili, nella richiamata deliberazione, hanno infatti esaminato il caso di un’Università in cui erano stati erogati compensi accessori ai dipendenti per diverse annualità in eccedenza rispetto a quelle effettivamente disponibili, ovvero rispetto a quelle normativamente previste.

Gli elementi salienti che sono emersi dalla lettura della sentenza possono essere racchiusi nel fatto che, l’errore nella quantificazione dei fondi del salario accessorio non determina automaticamente un danno erariale in capo ai soggetti coinvolti (Dirigenti, Collegio dei Revisori, etc…).

Infatti, quello che occorre prendere in esame nel caso analizzato, è il fatto che il legislatore ha previsto e “disciplinato espressamente l’ipotesi di errore nella determinazione del fondo per la contrattazione integrativa, prevedendo, all’art. 40, comma 3-quinquies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, il relativo rimedio, e tipizzando un’ipotesi di errore scusabile“.

L’articolo 40, comma 3-quienquies del D.Lgs. n.165/2001 prevede infatti che:

…omissis…In caso di superamento di vincoli finanziari accertato da parte delle sezioni regionali di controllo della Corte dei conti, del Dipartimento della funzione pubblica o del Ministero dell’economia e delle finanze e’ fatto altresi’ obbligo di recupero nell’ambito della sessione negoziale successiva, con quote annuali e per un numero massimo di annualita’ corrispondente a quelle in cui si e’ verificato il superamento di tali vincoli. Al fine di non pregiudicare l’ordinata prosecuzione dell’attivita’ amministrativa delle amministrazioni interessate, la quota del recupero non puo’ eccedere il 25 per cento delle risorse destinate alla contrattazione integrativa ed il numero di annualita’ di cui al periodo precedente, previa certificazione degli organi di controllo di cui all’articolo 40-bis, comma 1, e’ corrispondentemente incrementato. In alternativa a quanto disposto dal periodo precedente, le regioni e gli enti locali possono prorogare il termine per procedere al recupero delle somme indebitamente erogate, per un periodo non superiore a cinque anni, a condizione che adottino o abbiano adottato le misure di contenimento della spesa di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 6 marzo 2014, n. 16, dimostrino l’effettivo conseguimento delle riduzioni di spesa previste dalle predette misure, nonche’ il conseguimento di ulteriori riduzioni di spesa derivanti dall’adozione di misure di razionalizzazione relative ad altri settori anche con riferimento a processi di soppressione e fusione di societa’, enti o agenzie strumentali. Le regioni e gli enti locali forniscono la dimostrazione di cui al periodo precedente con apposita relazione, corredata del parere dell’organo di revisione economico-finanziaria, allegata al conto consuntivo di ciascun anno in cui e’ effettuato il recupero. Le disposizioni del presente comma trovano applicazione a decorrere dai contratti sottoscritti successivamente alla data di entrata in vigore del decreto legislativo di attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttivita’ del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni

Secondo la Corte dei Conti, il danno erariale si concretizza, invece, in caso di mancata esecuzione, in tutto o in parte, del Piano di Recupero delle somme che hanno determinato il superamento dei limiti del salario accessorio

Alcuni passaggi salienti della Sentenza.

La Sezione ritiene, infatti, che, nel caso all’esame, non sia attualmente configurabile alcun danno all’erario, in ragione del fatto che la normativa di riferimento ipotizza espressamente la possibilità di errori nella determinazione del fondo, ponendo a carico dell’Amministrazione incorsa nello sbaglio, l’obbligatoria attivazione di un apposito rimedio teso al recupero integrale delle somme erroneamente corrisposte in eccesso, e del fatto che l’Università di Sassari, con deliberazione del Consiglio di Amministrazione del 22 febbraio 2023, in pedissequo adempimento di detto obbligo di legge, ha provveduto all’approvazione del Piano di rientro, in esito alla adozione di detto Piano con DDG 337/2023 e alla certificazione positiva del Collegio dei revisori.

Il richiamato comma 3 quinquies dell’articolo 40 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi del quale … in caso di accertato superamento di vincoli finanziari … è fatto altresì obbligo di recupero nell’ambito della sessione negoziale successiva, ha, infatti, proprio la finalità di individuare un correttivo automatico che modifichi per il futuro la consistenza dei fondi destinati al salario accessorio, attraverso un recupero delle eventuali somme conferite in eccesso, grazie ad un sistema obbligatorio di riassorbimento, diluito nel tempo, sulle risorse da destinarsi ai medesimi fini per gli anni a venire, e che una volta approvato ed attuato integra la fattispecie tipica descritta nella norma.

Ne consegue che, se viene approvato il Piano di recupero, il danno all’erario può attualizzarsi solo nel momento in cui il procedimento di recupero, individuato dal legislatore come necessario ed obbligatorio, non venga portato ad esecuzione in tutto o in parte, con conseguente responsabilità erariale dei soggetti obbligati all’attuazione del Piano di Recupero

In buona sostanza il superamento dei limiti sul salario accessorio e la liquidazione di somme a titolo di salario accessorio ai dipendenti in eccesso rispetto ai vincoli di legge, se qualificabili come “errore scusabile” non determinano automaticamente l’ipotesi di danno erariale se i soggetti coinvolti si attivano con il Piano di rientro secondo le previsioni del citato art.40 del D.Lgs. n.165/2001.

Danno erariale ed il superamento dei limiti del salario accessorio – La Sentenza della Corte dei Conti Sardegna n.39/2024

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