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Nessun debito fuori bilancio in caso di mancato impegno delle risorse del Fondo decentrato entro l’anno

Mancato impegno risorse decentrate entro l'anno
Mancato impegno risorse decentrate entro l’anno

Introduzione

Quali sono le conseguenze del mancato impegno delle risorse del Fondo decentrato entro l’anno di riferimento ?

Le risorse del Fondo decentrato che a fine anno risultano non liquidate, ma che non sono state impegnate dall’Ente che fine fanno ?

Possono transitare ad avanzo vincolato ?

Oppure occorrerà gestire il tutto come debito fuori bilancio ?

Questo dubbio è stato risolto dalla Corte dei Conti che, analizzando il caso specifico ha formulato il suo orientamento.

Buona lettura.

Cosa si intende per Fondo Decentrato ?

Quando parliamo di Fondo decentrato negli Enti locali, facciamo generalmente riferimento al Fondo per il salario accessorio.

La costituzione del Fondo decentrato deve avvenire rispettando:

  • sia le norme del CCNL Funzioni Locali
  • che le norme di legge, ove applicabili

Inoltre, la contrattazione nazionale conferisce, agli Enti, in coerenza con i limiti del CCNL e di specifiche disposizioni legislative, una limitata autonomia su determinati istituti contrattuali che generalmente fanno riferimento alle risorse variabili del Fondo.

Infatti il Fondo decentrato, nella sua costituzione, si compone di 2 tipi di risorse:

  • le risorse stabili
  • le risorse variabili

Le prime, essendo appunto definite “stabili” hanno il carattere della continuità anche negli anni successivi

Le seconde, invece, essendo definite “variabili” sono caratterizzate da elementi di variabilità nell’importo ed in molti casi anche di discontinuità (presenza e/o assenza nel Fondo).

Infatti, per quanto riguarda le risorse variabili, per diversi istituti contrattuali, l’Ente ha la “facoltà” di prevedere o meno specifiche ulteriori risorse da destinare a favore del personale dell’Ente.

Quale normativa si applica per la costituzione del Fondo Decentrato ?

Come indicato in precedenza la normativa di riferimento è prevista sia dal CCNL che da specifiche disposizioni legislative.

In questo approfondimento faremo riferimento alla normativa prevista nel CCNL Funzioni locali ed in particolare all’art.79 del CCNL del 16.11.2022 per quanto concerne il personale non dirigente, che prevede che:

Art.79 – Fondo risorse decentrate: costituzione

1. La parte stabile del Fondo risorse decentrate di ciascun ente è costituita annualmente dalle seguenti risorse:
a) risorse di cui all’art. 67, comma 1 e comma 2, lettere a), b), c), d), e), f), g) del CCNL 21 maggio 2018;
b) un importo, su base annua, pari a Euro 84,50 per le unità di personale destinatarie del presente CCNL in servizio alla data del 31/12/2018; poiché l’incremento di cui alla presente lettera decorre retroattivamente dal 1/01/2021, si applica quanto previsto al comma 5;
c) risorse stanziate dagli enti in caso di incremento stabile della consistenza di personale, in coerenza con il piano dei fabbisogni, al fine di sostenere gli oneri dei maggiori trattamenti economici del personale;
d) di un importo pari alle differenze tra gli incrementi a regime di cui all’art. 76 (Incrementi degli stipendi tabellari) riconosciuti alle posizioni economiche di ciascuna categoria e gli stessi incrementi riconosciuti alle posizioni iniziali; tali differenze sono calcolate con riferimento al personale in servizio alla data in cui decorrono i suddetti
incrementi e confluiscono nel fondo a decorrere dalla medesima data.
1-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore del nuovo sistema di classificazione professionale di cui all’art. 13, comma 1 nella parte stabile di cui al comma 1 confluisce anche, senza nuovi o maggiori oneri per gli enti, la quota di risorse già a carico del bilancio, corrispondente alle differenze stipendiali tra B3 e B1 e tra D3 e D1. Tale quota è utilizzata a copertura dell’onere, interamente a carico del Fondo, per corrispondere i differenziali stipendiali di cui all’art. 78 (Trattamento economico nell’ambito del nuovo sistema di classificazione professionale) al personale inquadrato nei profili professionali della categoria B a cui si accedeva dalla posizione economica B3 e nei profili professionali della categoria D a cui si accedeva dalla posizione economica D3.

2. Gli enti possono altresì destinare al Fondo le seguenti ulteriori risorse, variabili di anno in anno:
a) risorse di cui all’art. 67, comma 3, lettere a), b), c), d), f), g), j), k) del CCNL 2105.2018;
b) un importo massimo corrispondente all’1,2 % su base annua, del monte salari dell’anno 1997, relativo al personale destinatario del presente CCNL, ove nel bilancio dell’ente sussista la relativa capacità di spesa;

c) risorse finalizzate ad adeguare le disponibilità del Fondo sulla base di scelte organizzative, gestionali e di politica retributiva degli enti, anche connesse ad assunzioni di personale a tempo determinato, ove nel bilancio sussista la relativa capacità di spesa; in tale ambito sono ricomprese le risorse di cui all’art. 98, comma 1, lett. c) del presente CCNL; in relazione alla finalità di cui alla presente lettera, le Camere di Commercio possono definire anche obiettivi legati ai processi di riorganizzazione e di fusione, derivanti dalla riforma di cui al D. lgs. n. 219/2016;
d) delle eventuali somme residue, dell’anno precedente, accertate a consuntivo, derivanti dall’applicazione della disciplina dello straordinario di cui all’art. 14 del CCNL 1.04.1999;

…omissis…

Il Quesito formulato alla Corte dei Conti

Un Comune della Regione Sicilia ha formulato il seguente quesito alla Corte dei Conti

se, pur in assenza di specifico impegno di spesa delle risorse assunto nell’anno di riferimento, si possa procedere a far confluire nella quota vincolata del risultato di amministrazione, in fase di approvazione del rendiconto di gestione dell’anno stesso, economie quantificate nella misura delle risorse inserite in fase di costituzione del fondo, tanto parte stabile quanto variabile, procedendo quindi al relativo impegno e successiva liquidazione dopo l’approvazione del rendiconto e l’applicazione dell’avanzo al nuovo bilancio di previsione, alla luce delle previsioni di cui al paragrafo 5.2, dell’allegato 4/2 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118.
In alternativa, ove ciò non fosse ammissibile, si chiede, se “ si debba applicare la normativa in merito al riconoscimento di debiti fuori bilancio, e quale fattispecie, considerato che dalla conclusione della contrattazione e stipula del contratto in un esercizio finanziario, durante il quale contestualmente non è stata impegnata la somma oggetto del contratto stesso, scaturisce comunque un obbligo contrattuale dell’Ente al quale non si può dare seguito in mancanza di impegno delle risorse
”.

Considerazioni preliminari

Facciamo una premessa.

Il caso del Comune istante con riferimento alla questione in esame è la seguente:

L’Ente:

  • ha costituito il fondo delle risorse destinate alla contrattazione decentrata
  • ha acquisito i pareri favorevoli
  • ha provveduto alla sottoscrizione finale del contratto decentrato nell’anno di riferimento
  • non ha impegnato le relative somme a fine dell’esercizio né risulta apposito stanziamento nel fondo pluriennale vincolato

Prima di procedere con l’analisi, vediamo insieme cosa prevedono i principi contabili su questo tema

Quali sono i principi contabili di riferimento e cosa prevedono sulla spesa del personale ?

Facciamo rinvio all’Allegato n. 4/2. al D.Lgs 118/2011.

Il principio contabile applicabile alla spesa del personale prevede infatti, che:

Le spese relative al trattamento accessorio e premiante, liquidate nell’esercizio successivo a quello cui si riferiscono, sono stanziate e impegnate in tale esercizio.

Alla sottoscrizione della contrattazione integrativa si impegnano le obbligazioni relative al trattamento stesso accessorio e premiante, imputandole contabilmente agli esercizi del bilancio di previsione in cui tali obbligazioni scadono o diventano esigibili.

Alla fine dell’esercizio, nelle more della sottoscrizione della contrattazione integrativa, sulla base della formale delibera di costituzione del fondo, vista la certificazione dei revisori, le risorse destinate al finanziamento del fondo risultano definitivamente vincolate. Non potendo assumere l’impegno, le correlate economie di spesa confluiscono nella quota vincolata del risultato di amministrazione, immediatamente utilizzabili secondo la disciplina generale, anche nel corso dell’esercizio provvisorio.

…omissis…

Cosa ha previsto la Corte dei Conti?

Cerchiamo di entrare più nel dettaglio per vedere quali sono le conseguenze del mancato impegno delle risorse del Fondo decentrato entro l’anno di riferimento.

Nella Deliberazione n.30/2024 la Corte dei Conti ha ricordato, in primo luogo, le seguenti fasi da osservare per poter utilizzare le risorse del Fondo decentrato:

1) Prima fase – Individuazione, in bilancio, delle risorse (stabili e variabili) che andranno a finanziare il fondo;

2) Seconda fase – Adozione, da parte del dirigente, dell’atto di costituzione del fondo, sottoposto alla certificazione dell’organo di revisione;

3) Terza fase – Sottoscrizione del contratto decentrato annuale che, secondo i nuovi principi della competenza finanziaria potenziata, costituisce titolo idoneo al perfezionamento dell’obbligazione.

Inoltre, secondo la Corte dei Conti, la seconda fase, ovvero, quella della costituzione del fondo, assume, in questo contesto, una notevole rilevanza.

Infatti, secondo i giudici:

La costituzione del fondo, pur atto propedeutico ed essenziale, attribuisce, quindi, un provvisorio vincolo di destinazione alle somme (fisse e variabili) che si perfeziona solo in seguito alla sottoscrizione della contrattazione integrativa, atto presupposto indefettibile, costituente titolo legittimante, che permette all’Ente di impegnare il fondo e poter pagare secondo il principio della competenza potenziata (esigibilità).”

Inoltre, richiamando la Deliberazione della Corte dei Conti Sezione regionale di controllo per il Lazio, n. 7/2019,

“…se la costituzione del fondo si atteggia quale presupposto per la costituzione del vincolo sul risultato di amministrazione, la sottoscrizione del contratto decentrato è il presupposto necessario ed indispensabile per l’erogazione delle risorse, in quanto ne rappresenta il titolo giuridico legittimante”

Considerato che il Comune istante ha di fatto rispettato tutte le fasi, come sopra riportante, mancando solamente l’impegno di spesa, secondo la Corte dei Conti della Sicilia:

Sulla base dei parametri normativi e giurisprudenziali sopra richiamati, dunque, a fine esercizio, l’Ente, in assenza dell’impegno, potrà far confluire le relative risorse, nel rispetto del principio contabile suddetto, nella quota vincolata del risultato di amministrazione e, in conformità a quanto sancito dall’ordinamento contabile, impegnerà le risorse de quibus nell’esercizio successivo a quello di riferimento.

Secondo i giudici, nel caso prospettato, non sembra quindi applicabile l’ipotesi di debito fuori bilancio, come indicato dal Comune istante.

Le risorse non impegnate confluiranno, invece, nella quota vincolata del risultato di amministrazione.

La Deliberazione della Corte dei Conti n.30/2024 sul mancato impegno delle risorse del Fondo decentrato entro l’anno

Quali sono le conseguenze della mancata costituzione del Fondo Decentrato entro l’anno di riferimento ?

Questo è un tema molto spinoso che potrebbe interessare numerosi Enti.

Al riguardo abbiamo già trattato questo argomento in uno specifico approfondimento dove abbiamo analizzato i principi contabili di riferimento e le principali Deliberazioni della Corte dei Conti.

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