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La gestione contabile del Fondo delle risorse decentrate secondo i principi contabili e la Corte dei Conti

Introduzione

Quando parliamo di Fondo del salario accessorio non possiamo non tenere in considerazione le modalità di contabilizzazione di tale voce di spesa.

Questa voce, infatti, incide nella determinazione dell’aggregato della spesa del personale e, come tale è di significativa importanza operare correttamente sotto il profilo contabile in quanto eventuali errori possono avere degli effetti sia sui fondi del salario accessorio che sulla liquidazione di compensi non spettanti.

Ma vediamo in dettaglio quali sono i principi che dobbiamo seguire per gestire correttamente sotto il profilo contabile il Fondo del salario accessorio.

Cosa si intende per gestione contabile del Fondo salario accessorio ?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare un passo indietro.

Partiamo infatti con cosa vuol dire Fondo del salario accessorio.

Abbiamo risposto a questa domanda in numerosi approfondimenti che ti suggeriamo di leggere:

Nessun debito fuori bilancio in caso di mancato impegno delle risorse del Fondo decentrato entro l’anno

La mancata costituzione del Fondo Decentrato. Dai principi contabili alla Corte dei Conti

La Corte dei Conti sulla mancata certificazione del Fondo del salario accessorio da parte dei Revisori

Tuttavia, quando parliamo di salario accessorio negli Enti locali, facciamo generalmente riferimento al Fondo delle risorse decentrate che può riguardare:

  • Personale Dirigente
  • Personale non Dirigente

Come vedremo in questo approfondimento, per la gestione contabile del Fondo del salario accessorio occorre fare riferimento alle fasi di gestione dei fondi, come evidenziate frequentemente dalla Corte dei Conti e di seguito riportate:

In numerose Deliberazioni, (vedasi ad esempio la Deliberazione n.30/2024 la Corte dei Conti ha ricordato le seguenti fasi da osservare per poter utilizzare le risorse del Fondo decentrato:

1) Prima fase – Individuazione, in bilancio, delle risorse (stabili e variabili) che andranno a finanziare il fondo;

2) Seconda fase – Adozione, da parte del dirigente, dell’atto di costituzione del fondo, sottoposto alla certificazione dell’organo di revisione;

3) Terza fase – Sottoscrizione del contratto decentrato annuale che, secondo i nuovi principi della competenza finanziaria potenziata, costituisce titolo idoneo al perfezionamento dell’obbligazione.

In questo approfondimento vedremo come la corretta gestione di ciascuna fase determini uno specifico effetto / risultato sotto il profilo contabile.

Quali sono i principi contabili che disciplinano le modalità di gestione contabile del Fondo del salario accessorio ?

Per la gestione contabile del Fondo del salario accessorio dobbiamo fare riferimento al paragrafo 5.2 dell’Allegato n. 4/2. al D.Lgs 118/2011.

Ricordiamo brevemente che con il D.Lgs. n.118/2011 sono state definite le Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42. Inoltre, il Decreto include i Principi contabili generali e applicati per le regioni, le province autonome e gli enti locali.

Nell’approfondimento di oggi, vedremo in particolare, come accennato in precedenza, il paragrafo 5.2 dell’Allegato n. 4/2. al D.Lgs 118/2011.

Tale paragrafo prevede, tra l’altro, che:”

Pertanto, per la spesa corrente, l’imputazione dell’impegno avviene:
a) per la spesa di personale:

  • nell’esercizio di riferimento, automaticamente all’inizio dell’esercizio, per l’intero importo risultante dai trattamenti fissi e continuativi, comunque denominati, in quanto caratterizzati da una dinamica salariale predefinita dalla legge e/o dalla contrattazione collettiva nazionale, anche se trattasi di personale comandato, avvalso o comunque utilizzato da altra amministrazione pubblica, ancorché direttamente pagato da quest’ultima. In questi casi sarà rilevato in entrata il relativo rimborso nelle entrate di bilancio;
  • nell’esercizio in cui è firmato il contratto collettivo nazionale per le obbligazioni derivanti da rinnovi contrattuali del personale dipendente, compresi i relativi oneri riflessi a carico dell’ente e quelli derivanti dagli eventuali effetti retroattivi del nuovo contratto, a meno che gli stessi contratti non prevedano il differimento degli effetti economici. Nelle more della firma del contratto si auspica che l’ente accantoni annualmente le necessarie risorse concernenti gli oneri attraverso lo stanziamento in bilancio di appositi capitoli sui quali non è possibile assumere impegni ed effettuare pagamenti. In caso di mancata sottoscrizione del contratto, le somme non utilizzate concorrono alla determinazione del risultato di amministrazione. Fa eccezione l’ipotesi di blocco legale dei rinnovi economici nazionali, senza possibilità di recupero, nel qual caso l’accantonamento non deve essere operato.
    Negli esercizi considerati nel bilancio di previsione si procede all’impegno, per l’intero importo, delle spese di personale risultante dai trattamenti fissi e continuativi, comunque denominati, in quanto caratterizzati da una dinamica salariale predefinita dalla legge e/o dalla contrattazione collettiva nazionale, anche se trattasi di personale comandato, avvalso o comunque utilizzato da altra amministrazione pubblica, ancorché direttamente pagato da quest’ultima. In occasione del rendiconto si cancellano gli impegni cui non corrispondono obbligazioni formalizzate.
  • Le spese relative al trattamento accessorio e premiante, liquidate nell’esercizio successivo a quello cui si riferiscono, sono stanziate e impegnate in tale esercizio. Alla sottoscrizione della contrattazione integrativa si impegnano le obbligazioni relative al trattamento stesso accessorio e premiante, imputandole contabilmente agli esercizi del bilancio di previsione in cui tali obbligazioni scadono o diventano esigibili. Alla fine dell’esercizio, nelle more della sottoscrizione della contrattazione integrativa, sulla base della formale delibera di costituzione del fondo, vista la certificazione dei revisori, le risorse destinate al finanziamento del fondo risultano definitivamente vincolate. Non potendo assumere l’impegno, le correlate economie di spesa confluiscono nella quota vincolata del risultato di amministrazione, immediatamente utilizzabili secondo la disciplina generale, anche nel corso dell’esercizio provvisorio. Considerato che il fondo per le politiche di sviluppo delle risorse umane e per la produttività presenta natura di spesa vincolata, le risorse destinate alla copertura di tale stanziamento acquistano la natura di entrate vincolate al finanziamento del fondo, con riferimento all’esercizio cui la costituzione del fondo si riferisce; pertanto, la spesa riguardante il fondo per le politiche di sviluppo delle risorse umane e per la produttività è interamente stanziata nell’esercizio cui la costituzione del fondo stesso si riferisce, destinando la quota riguardante la premialità e il trattamento accessorio da liquidare nell’esercizio successivo alla costituzione del fondo pluriennale vincolato, a copertura degli impegni destinati ad essere imputati all’esercizio successivo.

Le verifiche dell’Organo di revisione, propedeutiche alla certificazione prevista dall’art. 40, comma 3-sexies, del D.Lgs. 165/2001, sono effettuate con riferimento all’esercizio del bilancio di previsione cui la contrattazione si riferisce. In caso di mancata costituzione del fondo nell’anno di riferimento, le economie di bilancio confluiscono nel risultato di amministrazione, vincolato per la sola quota del fondo obbligatoriamente prevista dalla contrattazione collettiva nazionale. Identiche regole si applicano ai fondi per il personale dirigente.

Quali sono i criteri per la corretta gestione del Fondo del salario accessorio ?

Per comprendere la gestione contabile del Fondo del salario accessorio ed in particolare il principio contabile sopra indicato dobbiamo considerare 2 elementi sostanziali:

  • La costituzione del Fondo decentrato
  • La sottoscrizione dell’accordo decentrato

In particolare occorre comprendere se entrambi gli atti sopra indicati sono perfetti ed efficaci nell’anno di riferimento oppure no.

Da questa condizione dipendente una specifica conseguenza contabile.

Cerchiamo di capire meglio tutto nel dettaglio.

Partiamo con la costituzione del Fondo decentrato che è un atto di natura gestionale e come tale di esclusiva competenza del Dirigente dell’Ente.

Quali sono le altre caratteristiche della costituzione del fondo decentrato ?

Abbiamo già detto che la costituzione del Fondo decentrato è un atto di natura gestionale e come tale deve avvenire mediante determina dirigenziale.

La costituzione del fondo decentrato deve essere costituito ad inizio anno.

La costituzione del fondo decentrato deve avvenire in coerenza con le linee di indirizzo formulate dall’organo di governo dell’Ente che ha autonomia decisionale su una serie di risorse (cd facoltative), ad esempio.

La costituzione del fondo decentrato deve essere preventivamente certificata dall’organo di controllo dell’ente (Collegio dei Revisori o Revisore Unico)

La costituzione del fondo decentrato deve avvenire con determinazione munita dei pareri favorevoli sia tecnico che contabile.

La costituzione del fondo decentrato deve avvenire nel rispetto delle norme del CCNL e di legge (es. limiti del salario accessorio)

La costituzione del fondo decentrato deve trovare copertura finanziaria nelle risorse di bilancio relative all’anno corrente.

Queste caratteristiche appena elencate costituiscono le principali cui i responsabili preposti dovrebbero attenersi.

Tuttavia, la più importante per la nostra analisi è quella relativa al fatto che entro l’anno di riferimento il fondo deve essere costituito, in quanto la mancata costituzione del fondo nell’anno corrente ha delle importanti conseguenze non solo contabili, ma anche di politica delle risorse umane.

Quali sono le conseguenze della mancata costituzione del Fondo decentrato nell’anno di riferimento?

Come abbiamo già avuto modo di trattare in questo approfondimento, in caso di mancata costituzione del Fondo Decentrato, nell’anno di riferimento, “le economie di bilancio confluiscono nel risultato di amministrazione, vincolato per la sola quota del fondo obbligatoriamente prevista dalla contrattazione collettiva nazionale. Identiche regole si applicano ai fondi per il personale dirigente.“

Per meglio comprendere questo passaggio, facciamo rinvio alla Corte dei Conti Sezione regionale di controllo per il Piemonte Delibera n.182/2019/SRCPIE/PAR) che prevede che:

…in assenza dell’atto di costituzione del fondo, le risorse variabili confluiscono nelle economie di bilancio, mentre le risorse stabili confluiscono nell’avanzo vincolato (cfr., in tal senso, Deliberazione della Sezione regionale di controllo per la Puglia n. 57/2018 cit.).

Per semplificare graficamente possiamo quindi considerare questa destinazione:

Le conseguenze contabili della mancata costituzione del fondo decentrato entro l'anno

Come indicato dalla Corte dei Conti, la sola costituzione del fondo non consente però all’ente di poter impegnare le risorse. Infatti,

“La costituzione del fondo attribuisce un provvisorio vincolo di destinazione alle somme (fisse e variabili), che si perfeziona solo in seguito alla sottoscrizione della contrattazione integrativa, atto presupposto indefettibile che permette all’Ente di impegnare il fondo e poter pagare secondo il principio della competenza potenziata (esigibilità)”

Corte dei Conti Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia, Deliberazione n.53/2021

Adesso che abbiamo trattato la costituzione del Fondo decentrato, parliamo invece di Accordo decentrato.

Quali sono le caratteristiche dell’Accordo decentrato anche definito, Contratto decentrato integrativo ?

Per rispondere a questa domanda, possiamo fare riferimento al documento ARAN “La procedura della contrattazione decentrata integrativa”

In questo documento, l’ARAN ci ricorda le fasi della procedura per la sottoscrizione dell’accordo decentrato integrativo che non tratteremo in specifico in questo approfondimento.

Consigliamo tuttavia la lettura e l’analisi del documento sopra riportato (anche se un pò datato) in quanto consente di verificare tutte le fasi della gestione del procedimento per la sottoscrizione dell’accordo decentrato.

Quali sono i possibili scenari che possiamo dover affrontare con riferimento al contratto decentrato ?

Torniamo, invece, all’obiettivo di questo approfondimento, ovvero quello di verificare la corretta gestione contabile del Fondo dal salario accessorio.

Quali sono gli scenari che possiamo essere chiamati a gestire all’interno di una PA, con riferimento al Fondo decentrato di una specifica annualità?

Possiamo avere 2 scenari possibili:

  • Accordo decentrato integrativo sottoscritto in una specifica annualità
  • Accordo decentrato integrativo non sottoscritto in una specifica annualità

Come abbiamo infatti, visto nel principio contabile sopra riportato,

Cosa accade nell’ipotesi in cui l’accordo decentrato integrativo venga sottoscritto entro l’anno di riferimento ?

A seconda della diversa ipotesi che ricorre, abbiamo differenti effetti contabili da dover gestire.

Nel caso in cui entro l’anno di riferimento venga sottoscritto il contratto decentrato integrativo trova applicazione il seguente paragrafo del principio contabile di cui al D.Lgs. n.118/2011:

le spese relative al trattamento accessorio e premiante, liquidate nell’esercizio successivo a quello cui si riferiscono, sono stanziate e impegnate in tale esercizio.

“Alla sottoscrizione della contrattazione integrativa si impegnano le obbligazioni relative al trattamento stesso accessorio e premiante, imputandole contabilmente agli esercizi del bilancio di previsione in cui tali obbligazioni scadono o diventano esigibili.

Sintetizzando, considerando ovviamente che l’Ente abbia anche costituito il Fondo decentrato, nell’ipotesi di sottoscrizione dell’accordo decentrato entro l’anno di riferimento, il fondo viene impegnato e la spesa viene imputata contabilmente nell’anno di esigibilità mediante FPV (es. Premialità anno successivo)

Cosa accade invece nell’ipotesi in cui l’accordo decentrato integrativo non viene sottoscritto entro l’anno di riferimento ?

Ci troviamo quindi nel caso in cui l’Ente ha costituito il Fondo decentrato con determina dirigenziale, ma non è stato sottoscritto l’accordo decentrato entro l’anno di riferimento.

In questo specifico caso, trova applicazione il seguente paragrafo del principio contabile di cui al D.Lgs. n.118/2011:

Alla fine dell’esercizio, nelle more della sottoscrizione della contrattazione integrativa, sulla base della formale delibera di costituzione del fondo, vista la certificazione dei revisori, le risorse destinate al finanziamento del fondo risultano definitivamente vincolate. Non potendo assumere l’impegno, le correlate economie di spesa confluiscono nella quota vincolata del risultato di amministrazione, immediatamente utilizzabili secondo la disciplina generale, anche nel corso dell’esercizio provvisorio. Considerato che il fondo per le politiche di sviluppo delle risorse umane e per la produttività presenta natura di spesa vincolata, le risorse destinate alla copertura di tale stanziamento acquistano la natura di entrate vincolate al finanziamento del fondo, con riferimento all’esercizio cui la costituzione del fondo si riferisce; pertanto, la spesa riguardante il fondo per le politiche di sviluppo delle risorse umane e per la produttività è interamente stanziata nell’esercizio cui la costituzione del fondo stesso si riferisce, destinando la quota riguardante la premialità e il trattamento accessorio da liquidare nell’esercizio successivo alla costituzione del fondo pluriennale vincolato, a copertura degli impegni destinati ad essere imputati all’esercizio successivo.

Per interpretare correttamente questo passaggio occorre fare riferimento, a parere dello scrivente, alla Deliberazione della Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia n.53/2021 nella quale la Corte dei Conti ha chiarito che:

La mancata sottoscrizione del contratto collettivo decentrato integrativo entro l’anno, impedisce, dunque, l’erogazione del salario accessorio, ad eccezione degli effetti che derivano dal principio di ultrattività delle precedenti intese e di quelle indennità disciplinate esclusivamente dal Ccnl. La mancata sottoscrizione, entro l’anno, impedisce, altresì, di utilizzare le risorse di parte variabile, con il conseguenziale trasferimento in economia al bilancio dell’ente, poiché la sola quota stabile del fondo, in quanto obbligatoriamente prevista dalla contrattazione collettiva nazionale, confluisce nell’avanzo vincolato e potrà essere spesa nell’anno successivo.

Quali sono quindi le conseguenze contabili della mancata sottoscrizione dell’accordo decentrato entro l’anno?

In caso di mancata sottoscrizione dell’accordo decentrato entro l’anno di riferimento:

Le conseguenze contabili della mancata sottoscrizione dell'accordo decentrato entro l'anno

Conclusioni

Cerchiamo di riassumere quali sono i possibili scenari da dover gestire e come comportarsi per una correta gestione contabile del Fondo delle risorse decentrate ?

Abbiamo cercato di riepilogare quanto trattato nel presente approfondimento, in questa tabella di sintesi:

La gestione contabile del Fondo delle risorse decentrate secondo i principi contabili

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