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ARAN. Ferie non fruite nei termini contrattuali a rischio azzeramento ?

Ferie azzerate in caso di mancata fruizione entro i limiti del CCNL
Ferie azzerate in caso di mancata fruizione entro i limiti del CCNL

Introduzione

Le ferie sono un diritto irrinunciabile per i dipendenti pubblici.

La disciplina del CCNL, però, prevede dei termini contrattuali entro cui fruire delle ferie “pregresse” relative all’esercizio precedente.

Cosa succede se il dipendente non ne fruisce entro la data prevista dal CCNL ?

L’ARAN ha risposto a questa domanda con un orientamento riferito ad un comparto diverso da quello delle Funzioni locali che però può fungere da stimolo e da riferimento anche per gli Enti locali.

La Sentenza della Corte di Giustizia Europea

Prima di vedere cosa avviene nel caso in cui un dipendente pubblico non fruisce delle ferie maturate nei termini previsti dal CCNL, occorre segnalare che la Corte di Giustizia Europea ha recentemente trattato il tema della monetizzazione delle ferie.

Ne abbiamo parlato in questo approfondimento:

Entro quando bisogna fruire delle ferie ?

Parliamo di ferie ed in particolare di ferie non fruite nei termini contrattuali.

Per farlo, però, dobbiamo partire dalla normativa del CCNL che, nel caso degli Enti locali, è il CCNL Funzioni locali del 16.11.2022.

L’articolo interessato è il 38 che prevede,

9. Le ferie sono un diritto irrinunciabile e non sono monetizzabili. Esse sono fruite, previa tempestiva autorizzazione, in tempo congruo nel corso di ciascun anno solare, in periodi compatibili con le esigenze di servizio, tenuto conto delle richieste del dipendente. Il diniego delle ferie da parte dell’amministrazione deve avvenire in forma scritta, anche mediante comunicazione in forma digitale.

Tornando alla nostra domanda,

Entro quando bisogna fruire delle ferie ? Secondo la normativa contrattuale, ed in particolare il comma 9 dell’art.38 del CCNL 16.11.2022 le ferie sono fruite…nel corso di ciascun anno solare.

Questo vuol dire che le ferie maturate nel 2024, come regola generale vanno fruite nel medesimo anno.

Ma cosa succede quando questo non avviene ?

Le ferie non fruite nell’anno di maturazione si perdono ?

Se è vero che la regola generale è rappresentata dalla fruizione delle ferie nell’anno di maturazione, occorre interrogarsi che fine fanno le ferie maturate in un determinato anno e non fruite nella medesima annualità.

Questo tema è stato trattato sempre dalla normativa contrattuale e sempre dall’art.38 che prevede, al comma 14 che:

14. In caso di indifferibili esigenze di servizio che non abbiano reso possibile il godimento delle ferie nel corso dell’anno di maturazione, le ferie dovranno essere fruite entro il primo semestre dell’anno successivo.

Nel nostro esempio, pertanto, i dipendenti che per indifferibili esigenze di servizio non hanno potuto fruire delle ferie nel corso dell’anno di maturazione, poniamo ad esempio il 2023, dovranno fruirle entro il 30 giugno 2024.

In questo caso vediamo come il lessico del CCNL sia ben preciso.

Poniamo infatti l’attenzione sul “non hanno potuto” fruire delle ferie nell’anno di maturazione e sul “dovranno fruirle” entro il primo semestre dell’anno successivo.

Siamo in presenza, infatti di una oggettiva impossibilità a fruire delle ferie da un lato, e nell’obbligo di fruirle nell’altro caso.

Nell’ipotesi in cui il dipendente non goda delle ferie maturate e non fruite entro il termine stabilito dalla normativa contrattuale, il diritto al loro godimento deve essere considerato decaduto?

Questa è la domanda relativa all’orientamento ARAN recentemente rilasciato dall’Agenzia con riferimento al comparto “Istruzione e ricerca”

Stiamo parlando dell’orientamento CIRU70.

Ecco cosa prevede la risposta dell’ARAN:

La normativa contrattuale disciplina l’istituto delle ferie prevedendo all’art. 28 del CCNL 16.10.2008 che:

– le ferie sono un diritto irrinunciabile e le stesse  vanno fruite nel corso di ciascun anno solare, secondo le richieste del dipendente, tenuto conto delle esigenze di servizio (comma 9);

– compatibilmente con le esigenze di servizio, il dipendente può frazionare le ferie in più periodi nel corso dell’anno (comma 10);

-la fruizione delle ferie deve avvenire nel rispetto dei turni di ferie prestabiliti, assicurando comunque al dipendente che ne abbia fatto richiesta il godimento di almeno 2 settimane continuative di ferie nel periodo 1 giugno – 30 settembre (comma 10);

– nel caso si renda impossibile per il lavoratore la fruizione dell’intero periodo di ferie nel corso dell’anno di maturazione, lo stesso ha diritto a procrastinarne due settimane nei 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione (comma 12).

Emerge che la questione delle ferie “pregresse” costituisce un’eccezione non contemplata dalla normativa contrattuale che, invece, in linea con il dettato costituzionale, conferma in primo luogo il carattere di irrinunciabilità delle stesse e stabilisce le modalità per la loro fruizione senza sottrarre l’amministrazione dal compito di adoperarsi per adottare comportamenti atti ad assicurare che il lavoratore sia messo in condizione di esercitare del diritto in argomento.

Dal punto di vista della disciplina legale, è parimenti il caso di rammentare che il carattere inderogabile del diritto alle ferie è finalizzato a consentire al lavoratore il recupero delle energie psicofisiche, a tutela della sua salute e dello sviluppo della sua personalità complessiva. Tali finalità costituiscono, di conseguenza, una vera e propria obbligazione per il datore di lavoro, rendendolo “debitore” dell’obbligo di sicurezza e di tutela della personalità e della salute psicofisica dei propri dipendenti ai sensi dell’art. 2087 c.c. Tale tutela è senza dubbio anche nell’interesse del datore di lavoro stesso.

Sotto tale profilo, secondo costante giurisprudenza, tenuto anche conto del vigente divieto di monetizzazione delle ferie sancito dall’art. 5, c. 8 del d.l. n. 95/2012, è onere dell’amministrazione vigilare sulla fruizione delle ferie da parte dei lavoratori e, di conseguenza, sul rispetto dei termini temporali previsti.

Il datore di lavoro, quindi, non può limitarsi a sottrarre automaticamente al lavoratore il diritto alle ferie dopo aver preso atto della loro mancata fruizione entro i tempi contrattuali ma, prima di poter “azzerare” il contatore delle ferie maturate e non godute il datore di lavoro, ha l’onere di dimostrare di aver esercitato tutta la diligenza necessaria affinché il lavoratore fosse messo effettivamente in condizione di fruire delle ferie annuali retribuite alle quali aveva diritto (Corte UE 6.10.2018 in causa C-684/16, punti da 45 a 47).

Il datore di lavoro, dunque, è tenuto ad assicurarsi che il lavoratore fruisca delle ferie annuali retribuite, invitandolo, se necessario formalmente, a fruirne  in tempo utile a garantire che le stesse siano ancora idonee ad apportare all’interessato il riposo e la distensione cui esse sono volte (Corte UE  18.01.2024 in causa C-218/22, punti da 48 a 50).

Si deve concludere che, pur non potendosi escludere casi eccezionali che rendono di fatto impossibile la fruizione delle ferie nei tempi stabiliti contrattualmente (come, ad esempio, un lungo periodo di malattia), in via ordinaria, l’amministrazione ha l’onere di pianificare le ferie dei lavoratori con un certo preavviso, monitorando le ferie residue in capo ad ogni dipendente per agevolarlo ad esercitare in modo effettivo il proprio diritto.

Cosa abbiamo capito da questo orientamento ARAN?

Quali sono i rischi per il dipendente in caso di ferie non fruite nei termini contrattuali ?

Esiste il rischio per il dipendente che le Ferie non fruite nei termini contrattuali vengano azzerate ?

Assolutamente si.

Lo abbiamo visto nel richiamato parere.

L’ARAN ha infatti ha ricordato che se l’Ente datore di lavoro riesce a dimostrare vi aver utilizzato tutta la diligenza necessaria affinché il lavoratore fosse messo effettivamente in condizione di fruire delle ferie annuali retribuite alle quali aveva diritto (Corte UE 6.10.2018 in causa C-684/16, punti da 45 a 47), può procedere ad “azzerare” il contatore delle ferie maturate e non godute del dipendente relative all’esercizio precedente.

Quali sono gli obblighi per l’Ente datore di lavoro in materia di ferie?

Nel CCNL Funzioni locali del 16.11.2022, l’art.38 prevede, tra l’altro, uno specifico obbligo in capo all’Ente in materia di Ferie.

Stiamo parlando, in specifico del comma 10 che prevede che:

L’ente pianifica le ferie dei dipendenti al fine di garantire la fruizione delle stesse nei termini previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti.

Si tratta, quindi, di un comportamento attivo dell’Ente datore di lavoro nel pianificare le ferie dei dipendenti. Questa obbligazione, nel pubblico impiego, rientra tra le competenze del Dirigente limitatamente al personale assegnato alla struttura di propria competenza.

Inoltre il Dirigente deve esercitare, in specifico, su questa specifica tematica, un controllo sui propri dipendenti, monitorando le ferie residue in capo ad ogni dipendente ed agevolandolo, a mio avviso anche con note scritte, ad esercitare in modo effettivo il proprio diritto, anche con

Solamente in questo modo, i Dirigenti avranno la possibilità di dimostrare di aver “utilizzato tutta la diligenza necessaria affinché il lavoratore fosse messo effettivamente in condizione di fruire delle ferie annuali retribuite alle quali aveva diritto

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